Nizza Monferrato intitola ad Arnaldo Belloni una piazza e un pannello commemorativo

Per gli abitanti di Nizza Monferrato la figura di Arnaldo Belloni è sempre viva e ancor oggi fonte di ispirazione: fondatore dell’Editrice Tipografia Moderna, i nicesi hanno apprezzato di lui non solo la dirittura morale, il carattere schietto e la battuta pronta, ma anche la sua grande dedizione al lavoro.

E la titolazione solenne – avvenuta il 6 aprile – di una piazza centrale, alla presenza di un pubblico commosso, delle autorità cittadine e della figlia Marisa, sua erede morale e materiale, ne è la miglior testimonianza.

Vogliamo qui ricordare Arnaldo Belloni con le sue parole, pronunciate nel 1962, che rappresentano il miglior testamento spirituale: “Sono veramente lieto di non aver modificato in tutto, o in parte, i miei sentimenti profondi verso l’umana società. Resto e sono del parere che qualunque cosa si faccia sarà sempre poco per le classi umili. Non rivoluzioni che a nulla approdano ma evoluzioni per il benessere di tutti.” (fonte Archivi Astigiani)

Nato a Parma nel 1900, tipografo alla Gazzetta di Parma, Arnaldo è costretto a fuggire dalla sua città natale nel 1922 a causa della persecuzione fascista e trova asilo a Nizza Monferrato dove con Alfredo Campanini fonda l’Editrice Tipografia Moderna che, fin dagli esordi si dedica sia alla stampa commerciale che alle opere di valore culturale e artistico.

Difficile ricordare tutte le tappe di una vita personale e lavorativa intensa e dedicata al servizio della libertà.

Citiamo, fra tutte, la pubblicazione delle riviste clandestine “La Terra” e ”La Vedetta Garibaldina” nel periodo della Resistenza e l’attività personale e famigliare di Belloni, che in prima persona rischiò più volte l’arresto e pagò un altissimo tributo con la deportazione del fratello Aldo che morirà nel lager di Gusen.

Anche l’azienda attraversa momenti difficili: nel 1948 l’esondazione del Belbo la distruggerà quasi completamente. Arrendersi? Arnaldo Belloni non ci pensa neppure, la ricostruirà e continuerà la sua opera.

Alla sua morte, avvenuta nel 1991, la figlia Marisa decide di proseguire l’attività, pur in un contesto che si è fatto di anno in anno sempre più difficile e competitivo. Degna erede del padre, Marisa Belloni ha voluto accompagnare tutti gli addetti che avevano incominciato a lavorare in azienda fino alla pensione: pur con tanti sacrifici, non solo economici, l’azienda rimarrà aperta fino al 2001.

La storia e i valori dell’Editrice Tipografica Moderna rimangono vivi.

Marisa Belloni racconta in un articolo di Roberta Favrin pubblicato su Astigiani, come sia riuscita a salvaguardare il patrimonio di competenze, conoscenze e valori che l’attività di suo padre aveva lasciato a lei e alla comunità locale.

“Cessata l’attività – ricorda Marisa – mi era rimasto il grande desiderio di salvare il patrimonio storico della tipografia e di poter contribuire alla salvaguardia dell’arte tipografica. Il Sindaco di allora, Flavio Pesce, avrebbe messo a disposizione alcune stanze di Palazzo Crova ma mi fece presente che non c’erano risorse per tenerle aperte al pubblico, salvo in occasioni particolari. Venni a conoscenza che a Mondovì stavano allestendo un Museo Civico della Stampa e pensai che quella sarebbe stata l’occasione migliore per non disperdere il patrimonio dell’arte tipografica. Così ho donato al Comune di Mondovì i macchinari e le attrezzature più significative e, in particolare, il torchio Albion della ditta AmosDell’Orto di Monza risalente al 1874 e la macchina stampa piano-cilindrica Optima della Società Augusta di Torino risalente al 1911”.

Attualmente la Editrice Tipografia Moderna è stata ricostruita nella prima stanza del Museo Civico della Stampa di Mondovì con gli arredi originali: il banco per la composizione, le vecchie cassettiere sulle quali sono esposte le raccolte dei caratteri e le magnifiche macchine da stampa.


Fonti:

  • La nuova Provincia:
  • Astigiani: Storia e Storie di Monferrato, Langa e Roero: