Formare il Futuro con il Passato: il XVIII Congresso AIMSC tra Memoria, Innovazione e Bellezza

Si è concluso all’insegna della bellezza artigianale, dell’innovazione didattica e di una visione profonda della stampa il XVIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Musei della Stampa e della Carta (AIMSC), ospitato a Bologna nel Museo del Patrimonio Industriale sabato 22 novembre 2025. Una giornata intera che ha dimostrato, con passione e competenza, come le radici del settore siano l’humus più fertile per coltivare il futuro.


La Mattina: Dalle Radici della Scuola all’Allarme Neurologico e al Successo del Riciclo

I lavori, aperti dai saluti della direttrice del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna Maura Grandi e del presidente AIMSC Luigi Stefano Campanella, hanno subito affrontato il tema cardine “Formare il futuro con il passato” da diverse angolazioni. Il presidente Campanella ha inoltre colto l’occasione per dare il benvenuto ai rappresentanti delle associazioni di categoria presenti in sala, segno di una rinnovata collaborazione per il settore: Carlo Montedoro, neo eletto presidente di Assografici, e Lara Botta, neo eletta presidente dell’Unione GCT Milano (Unione Industriali Grafici Cartotecnici Trasformatori Carta e Affini della Città Metropolitana di Milano).

Il neurologo Pierluigi Brustenghi ha lanciato un grido d’allarme sull’impatto del digitale sul cervello dei giovani. Con il termine “brain rot” (cervello macerato), ha descritto l’intasamento dei circuiti neuronali che favorisce un pensiero veloce e impulsivo a discapito di quello lento, critico e profondo. La sua raccomandazione è stata netta: “Bisogna partire prima dal cartaceo e dalla lezione in presenza, e solo dopo accedere al digitale”. Ha sottolineato come la scrittura a mano in corsivo attivi 12 aree cerebrali, contro le 2 della tastiera, e come studi del MIT dimostrino che il cervello è totalmente “acceso” durante la lettura su carta, mentre rimane “spento” usando l’intelligenza artificiale.

A seguire, Nadia La Torre ha mostrato come l’arte della carta fatta a mano nel laboratorio Experimenta di Ortona sia un potente strumento di inclusione sociale. “I nostri ragazzi con disabilità non sono solo utenti, ma diventano maestri per le scolaresche in visita”, ha raccontato, illustrando un modello vincente che unisce educazione, autofinanziamento e sostenibilità ambientale.

Con trasporto emotivo, Adalberto Monti ha poi rievocato le origini della scuola grafica bolognese, nata non per volontà degli imprenditori, ma dalla richiesta degli operai stessi, che nel 1908 si autotassarono per creare un luogo di formazione. Una storia di riscatto che celebra la figura del primo direttore, Cesare Ratta, pioniere sia della didattica che dei diritti dei lavoratori.

A chiudere la sessione mattutina, Piero Capodieci ha portato il dibattito su un piano sistemico, raccontando il successo del modello italiano di riciclo. “L’Italia ha raggiunto gli obiettivi europei con 10 anni di anticipo e ha il tasso di evasione più basso d’Europa. Non è un caso”, ha affermato, spiegando come un sistema di norme chiare, che penalizza l’evasione e “premia il virtuoso”, abbia creato un circolo esemplare. Ha poi lanciato una provocazione finale al settore: “Siamo quelli con le carrozze a cavallo che si lamentano di una cosa inevitabile, o siamo quelli che fanno il pane integrale e devono resistere finché tutti non capiranno che è meglio del pane bianco?”.

Consegna targhe di riconoscenza

A coronamento della sessione mattutina, si è tenuto un momento istituzionale di riconoscenza con la consegna di due targhe da parte del presidente AIMSC Luigi Stefano Campanella. Una è stata ritirata da Deanna D’Agostino per la direttrice del Museo Patrimonio Industriale di Bologna Maura Grandi, l’altra è stata consegnata all’imprenditrice Sandra Samoggia, vicepresidente degli Amici del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Il segretario Vincenzo Gilenardi, nel ringraziarle, ha colto l’occasione per ricordare come donazioni private, come quella di Claudio Ferretti presente in sala, abbiano contribuito ad arricchire il patrimonio museale.

Il Pomeriggio: Onorificenze, Inchiostri, Laboratori e Libri-Macchina

Dopo la visita al museo, i lavori sono ripresi con un momento di grande significato: la nomina a soci onorari AIMSC di Marina Finigan, storica segretaria al fianco di Valter Viscardi, e di Marco Picasso, “maestro di tecnica e cultura”, come recitavano le targhe consegnate dal vicepresidente Tiziano Galuppo.

Ad accendere la sessione pomeridiana è stato Piero Pozzi di Colorgraf, con un affascinante viaggio nella storia degli inchiostri e dei pigmenti, dall’uomo di Cromagnon alle prime fabbriche ottocentesche. Il suo intervento si è concluso con un emozionante regalo per Sandra Samoggia: lattine d’inchiostro originali della storica azienda di famiglia, la Supercor. “Vogliamo creare il primo museo dell’inchiostro da stampa al mondo”, ha annunciato, sottolineando l’importanza di “conservare la memoria per formare la generazione di domani”.

Il tema della formazione è stato poi raccolto da David Serenelli dell’ITS Angelo Rizzoli Academy di Milano, che ha presentato un avveniristico laboratorio per test su inchiostri e supporti. “La chiave è far appassionare i giovani facendogli mettere le mani”, ha affermato, mettendo in guardia sul divario tra scuola e industria e mostrando come la sua visita a un’università cinese con un museo interno sia stata un’ispirazione.

A incantare la platea è stato poi Giacomo Cecchetti di Pazzini Editore, che ha svelato la genesi di un “libro-enigma” sperimentale. Un’opera dove la stampa digitale Indigo si sposa con una legatura artigianale ispirata agli antichi codici, risolvendo complessi problemi meccanici di spessore con tecniche come l’imbraghettamento. Il libro, ispirato alla sequenza di Fibonacci, non è solo un oggetto di studio, ma un meccanismo da risolvere, completo di un “Criptex” nella copertina.

La Chiusura: Un Meta-Museo e l’Impronta dell’Umanità

A chiudere una giornata ricchissima, Marco Picasso ha portato i presenti “oltre Gutenberg” presentando ARMUS, il meta-museo di Genova fondato da Francesco Pirella. Un luogo dove la stampa non è solo tecnologia, ma un’esperienza sensoriale e antropologica. Picasso ha mostrato come il gesto di “imprimere” risalga a 90 milioni di anni fa, con fossili che sono impronte, e come il museo ospiti “sindoni” di personaggi famosi, create imprimendo i loro volti e corpi su tessuto. ARMUS, con il suo “Tipografario Nero”, è un inno all’umanesimo meccanico, che invita a non dimenticare che “ogni foglio stampato è un’impronta del mondo”.

Con i saluti finali del segretario Vincenzo Gilenardi, si è chiuso un congresso che ha onorato in pieno il suo titolo, dimostrando che la memoria, la manualità e la bellezza non sono reperti da museo, ma strumenti viventi e potenti per formare un futuro consapevole e, soprattutto, umano.


Presentazioni dei Relatori


Perché carta e penna sono importanti nell’era del digitale

Pierluigi Brustenghi


Mastri Cartai del laboratorio Experimenta di Ortona: Un Modello di Inclusione

Nadia La Torre


La nascita della scuola di arti grafiche di Bologna

Adalberto Monti


Dalla stampa al riciclo

Piero Capodieci


L’Archivio Chimico del Colore

Piero Pozzi


Il Passato non è Storia, è Laboratorio. I nuovi laboratori ITS Rizzoli

David Serenelli


ARMUS un Meta-Museo oltre la tipografia

Marco Picasso


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